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NUMERO ZERO - Da «il manifesto» alla «Gazzetta sportiva», così i titoli dei giornali accolgono l'elezione del nuovo capo dello Stato

«C’è Stato»: con Sergio Mattarella presidente della Repubblica il Paese torna normale?

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La prima pagina formato web de “il manifesto” del 1° febbraio 2015

C’è stato, lo scorso 31 gennaio, giorno dell’elezione di Sergio Mattarella come dodicesimo presidente della Repubblica italiana, qualche commentatore televisivo che ha definito quell’operazione come un «capolavoro di Renzi», poiché il premier avrebbe operato una sorta di sintesi tra prima, seconda e terza «repubblica», nella quale ci dovremmo avviare con la riforme costituzionali che il Parlamento è in fase di approvazione.
Mattarella sarebbe in sostanza «uomo» della Prima repubblica, forse una delle sue migliori e più sofferte espressioni, che – in quanto forse ultimo presidente della Seconda repubblica – dovrebbe cercare di traghettare il Paese nella Terza repubblica, invero tutta da definire.
Ancora non sappiamo che «presidente sarà Mattarella» (come si chiede il «Corriere della Sera», senza peraltro posporre un punto di domanda). Ma dai suoi primi atti sembra che si sia assunto proprio questo compito: quello del «mediatore» (più che di garante della Costituzione) fra le varie componenti politiche e le varie istanze portate avanti (spesso in modo confuso e «urlato») per far addivenire a un nuovo assetto costituzionale e parlamentare il nostro Paese, che dovrebbe quindi incamminarsi o tornare a camminare su strade meno accidentate di quelle che sono state percorse almeno negli ultimi vent’anni. Mattarella – se vogliamo – è il simbolo di un’Italia rimasta «vittima innocente» (ha avuto il fratello Piersanti ucciso dalla mafia) di stragi e omicidi inspiegabili e nonostante questo ha mantenuto un’alta dignità sofferta rispetto alla sua tragedia familiare. E’ stato quindi il padre della prima legge elettorale maggioritaria nata dopo il referendum del 18 aprile 1993 che aboliva le preferenze (il cosiddetto «Mattarellum», che apriva ai collegi unonominali). E da ministro della Difesa del governo D’Alema ha poi abolito il servizio militare di leva tradizionale. E’ stato infine giudice costituzionale.
Perciò, parafrasando il titolo di «la Repubblica», dovrà essere proprio questa «L’Italia di Mattarella»? E lui sarà un «Presidente dei cittadini»?, come invece afferma «Avvenire».
Ma forse il titolo che meglio radiografa l’elezione di Sergio Mattarella è proprio quello de «il manifesto», che dice lapidario nel commentare la sua prima visita come nuovo capo dello Stato alle Fosse Ardeatine: «C’è Stato»! Nel senso che ora finalmente ci sarà Mattarella a pensare alle «difficoltà degli italiani» («La Stampa» e «Il Messaggero») e riportare il Paese ad essere un «paese normale»!
Questi gli altri titoli di prima pagina:

«Mattarella presidente, ampia maggioranza» – Il Sole 24 Ore.
«Ammucchiata con feriti» – Il Giornale.
«Amen» – Libero.
«Vince il Mattarenzi – Le schede firmate banda per banda» – il Fatto Quotidiano.
«Uniti contro il terrore» – QN Il Giorno.
«Renzi e Mattarella, democrazia renziana» – Il Tempo.
«Alle Fosse ardeatine contro il terrore» – Secolo XIX.
«L’Italia riparte con Mattarella» – La Gazzetta del Mezzogiorno.
«Mattarella, il presidente della terza Repubblica» – Nuovo Quotidiano di Puglia.
«Mattarella presidente un siciliano per l’Italia» – Giornale di Sicilia.
«Mattarella presidente, la Sicilia al Colle» – La Sicilia.
«Mattarella, torna la politica» – Gazzetta del Sud.
«Il Quirinale resta al Sud» – Roma.
«Presidente, il Friuli ti aspetta» – Messaggero Veneto.
«Mattarella è l’uomo giusto» – Il Centro.

Questi una buona parte dei titoli di prima pagina del 1° febbraio 2015, che riportavano la notizia dell’elezione di Mattarella a nuovo capo dello Stato. Ognuno di essi rappresenta la cartina al tornasole della linea editoriale di ogni testata giornalistica. Cosa evidente anche da parte di un quotidiano sportivo, «La Gazzetta sportiva», che si chiede all’interno: «Il presidente Mattarella sarà arbitro o giocatore?».
Un «dubbio» che traspare in un’altra testata della «scuderia» berlusconiana, cioè da parte del settimanale «Panorama», che in prima pagina, su foto di un perplesso Cavaliere, titola: «L’anomalia italiana». Più esplicito il sottotitolo, che recita: «Renzi lo ha voluto al Nazareno, Mattarella al Quirinale. Ma come si concilia un Berlusconi statista contemporaneamente trattato da criminale? Premier e capo dello Stato possono archiviare la caccia al Cavaliere. Sfidando i forcaioli».
Di tono completamente opposto «l’Espresso», che su foto di Mattarella e Renzi in un faccia a faccia, constata: «Due presidenti». Sottotitolo: «Un capo dello Stato allergico ai personalismi e alle invasioni di campo. Un premier abituato invece al protagonismo e alla rottura degli schemi. Ma Sergio Mattarella e Matteo Renzi dovranno trovare una forma di convivenza. Nel nome delle riforme».

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