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	<title>Il nuovo paese &#187; STORIA &amp; STORIE</title>
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		<title>Al film &#8220;Rosamaro&#8221; che scava tra la violenza di genere uno dei premi al Parma Festival</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 14:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA & STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[Parma music festival; al film Rosamaro diversi premi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Milarepa&#8221; di Louis Nero vince &#8220;Violetta d&#8217;Oro&#8221; e &#8220;Violetta d&#8217;Argento&#8221; al Parma Music Film Festival Il produttore Giorgio Leopardi ritira il premio speciale della giuria per Le stanze di Verdi Film importanti e di spessore hanno colpito le giurie della XIV edizione del Parma Internationa Music Film Festival. I due premi più importanti, la Violetta d’Oro per la miglior colonna sonora e la Violetta d’argento per il miglior film sono andati a “Milarepa” di Louis Nero. Andrea Guerra, compositore del film, è riuscito a rendere la colonna sonora parte essenziale del racconto. Ambientato in un futuro distopico Milarepa ripercorre la vita del celebre mistico tibetano che da mago oscuro omicida intraprende un percorso di espiazione diventando guida spirituale. Nel cast il premio Oscar F. Murray Abraham, Harvey Keitel e Angela Molina. Il Premio Speciale della Giuria è andato a Le stanze di Verdi, regia di Riccardo Marchesini, a cura di Pupi Avati, un viaggio guidato dal noto attore Giulio Scarpati nei luoghi attraversati da Giuseppe Verdi, per restituire un’immagine meno conosciuta del compositore. Miglior regia per “Rosamaro” di Giuseppe Tesi, un film che scava nella violenza di genere intrecciando finzione e realtà. Miglior documentario a Hölderlin echo di Susanne Marschall [...]]]></description>
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		<title>«Ma tu, sei fedele?»</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 10:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[IN COPERTINA]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA & STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza Storia & Noi: Ma tu mi sei fedele?; evoluzione umana e comportamenti sessuali]]></category>

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		<description><![CDATA[ SCIENZA, STORIA &#38; NOI – Comportamenti sessuali ed evoluzione umana L&#8217;infedeltà, una questione controversa (Immagine Tumisu &#8211; Kiss mark, da Pixabay) a cura di ROBERTO  MACCHIARELLI (paleoantropologo, già professore ordinario al Dipartimento Geoscienze dell’Università di Poitiers e al Muséum di Storia Naturale di Parigi) Roberto Macchiarelli NO, NON parleremo propriamente di “corna”, soggetto salace di cui la filmografia nostrana &#8211; e non solo &#8211; si è ampiamente occupata soprattutto nelle produzioni degli anni ’70: chi non ricorda, per esempio, «Mazzabubù&#8230; Quante corna stanno quaggiù?», campione d’incassi con la crema della crema dei comici e caratteristi dell’epoca (Salce, il duo Franchi-Ingrassia, Giannini, Pippo Franco, Paolo Villaggio e, ovviamente, l’immancabile Lino Banfi)? Diciamo semplicemente che chi scrive non ha le competenze adatte a trattare soggetti che rientrano più propriamente nella sfera dell’antropologia sociale, della psicologia relazionale, o allora della filosofia morale (o etica). Inoltre, come è noto, in amore &#8211; e, più in generale, nelle relazioni emotivo-affettive interpersonali &#8211; la “fedeltà” è un valore relativo &#8211; spesso socialmente asimmetrico tra uomini e donne (per esempio, là dove si vuole assicurare la certezza della discendenza e il controllo in linea maschile dei beni) &#8211; che si modella nel corso della storia e la cui percezione [...]]]></description>
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		<title>Il vuoto oltre il palco? La politica parla a se stessa mentre le piazze cercano risposte</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 10:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA & STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[Il vuoto della politica; da Palazzo Chigi a Palazzo ducale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sala del Consiglio dei Ministri &#8211; Palazzo Chigi, Roma (Foto Lorenzo Tomasi, Immagine Creative Commons) di Oreste Roberto Lanza IL CORTOCIRCUITO della politica si consuma tra i palazzi romani e i vicoli barocchi della Valle d’Itria, disegnando una mappa del potere frammentata e priva di bussola. Mentre lo scenario nazionale arranca tra promesse non mantenute e alleanze di convenienza, la realtà locale riflette ed esaspera le stesse identiche contraddizioni, lasciando i cittadini in una perenne sala d&#8217;attesa. A Martina Franca, grosso paese del Tarantino, ad esempio, questa distanza tra la propaganda e i bisogni reali si avverte con una spinta ancora più amara. Il centrodestra locale appare come un gigante dai piedi d’argilla, un’opposizione sterile e incapace di incidere sul tessuto vivo della città. È un centrodestra immobile, a tratti inutile, che ha smarrito la capacità di fare proposta e si limita alla protesta di facciata, prigioniero di personalismi che soffocano il futuro della comunità e lasciano campo libero all&#8217;inerzia amministrativa. Incredibile ma vero, come per qualcuno Martina Franca da sempre laboratorio di centrodestra con percentuali di alto gradimento (oltre il 55 per cento) fino a quindici anni fa ora si ritrova ad essere governata dal centrosinistra, che in passato viveva [...]]]></description>
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		<title>«Ma veramente ci credi?» La pericolosa avanzata degli scettici della Scienza</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 17:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA & STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza Storia & Noi: pericolosa avanzata degli scettici della Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scienza, tra paura e scetticismo (Foto Gin &#8211; &#8220;Future&#8221; &#8211; Da Pixabay) a cura di ROBERTO  MACCHIARELLI (paleoantropologo, già professore ordinario al Dipartimento Geoscienze dell’Università di Poitiers e al Muséum di Storia Naturale di Parigi) Roberto Macchiarelli QUANDO SULLA costa orientale dell’isola di Honshū, la principale del Giappone, cominciarono i lavori di costruzione della centrale nucleare di Fukushima, i geofisici storsero il naso. Custoditi nei loro archivi, i rapporti dei geologi che avevano documentato l’esistenza all’interno dell’arcipelago di imponenti formazioni sedimentarie chiamate “depositi di tsunami”, databili a secoli e millenni precedenti, scoraggiava l’utilizzo di quel territorio per edificare una centrale nucleare. Ma il suggerimento ai politici e agli amministratori di sfruttare piuttosto la costa opposta, lontana dalle previdibili agitazioni tettoniche causa dell’attivazione di faglie profonde alla scala di centinaia e centinaia di chilometri, con fratture e sollevamenti abissali all’interfaccia tra la placca pacifica e quella eurasiatica, restò inascoltato: la costa occidentale non poteva essere utilizzata perché vulnerabile rispetto agli armamenti dispiegati dalla Corea del Nord. Cosa successe l’11 marzo 2011 è storia: com’era già avvenuto in passato &#8211; e come accadrà di nuovo verosimilmente tra qualche secolo -, viaggiando alla velocità di un aereo di linea intercontinentale, onde di oltre 10 [...]]]></description>
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		<title>Dimmi che cromosoma X hai e ti dirò chi sei… Ma attenzione ai geni che “scappano”</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA & STORIE]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza storia & noi; le infinite variabili dei geni]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendiamo con il professor Roberto Macchiarelli la rubrica di Paleoantropologia &#38; altro. a cura di ROBERTO MACCHIARELLI (paleoantropologo, già professore ordinario al Dipartimento Geoscienze dell’Università di Poitiers e al Muséum di Storia Naturale di Parigi) Roberto Macchiarelli COMUNEMENTE, LE donne possiedono due cromosomi X, mentre il cariotipo maschile ne prevede uno solo accompagnato da quello Y. Questa configurazione &#8211; che può presentare comunque diversi tipi di variazioni che qui ignoreremo &#8211; si stabilì probabilmente in un nucleo di mammiferi primitivi forse già 200 milioni di anni fa, intorno alla base del periodo Giurassico, quando i precursori degli attuali X e Y formavano una coppia morfologicamente “normale”, come quelle di tutti gli altri cromosomi (i cosiddetti autosomi). A un certo punto, uno dei due elementi della coppia &#8211; quello che diventerà Y &#8211; acquisì un gene (l’SRY) la cui attività impattava &#8211; e continua a farlo &#8211; la formazione e lo sviluppo delle gonadi maschili (processo di mascolinizzazione di un organo inizialmente indifferenziato che nel feto umano avviene a partire dal secondo mese di vita intrauterina). Questo futuro Y, in cui la funzione dell’SRY divenne precipua, perse progressivamente intere porzioni di DNA, si ridusse in dimensione differenziandosi dalla versione originaria del suo [...]]]></description>
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