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	<title>Il nuovo paese &#187; TARGET</title>
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		<title>Al Festival della Valle d&#8217;Itria 2026 va in scena il mito del Mediterraneo. Ed è sold out!</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 17:16:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[52esima edizione Valle d'Itria; tra belcanto e sold out]]></category>

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		<description><![CDATA[Magia pura nell&#8217;Atrio del Palazzo ducale di Martina Franca. La prima nota del Festival della Valle d&#8217;Itria 2026, spiega come mai questo spazio storico sia diventato il cuore pulsante della cultura del Belcanto in Puglia (Foto originale Festival Valle d&#8217;Itria) di Oreste Roberto Lanza L’EDIZIONE NUMERO cinquantadue del Festival della Valle d’Itria, che si è svolta dal 14 luglio al 2 agosto 2026 a Martina Franca, ha chiuso i battenti con un trionfale sold out per la prima assoluta della versione originaria –  come da tradizione secondo statuto – della Carmen di Bizet a Palazzo Ducale, consacrando in tal modo il tema del &#8220;Mediterraneo&#8220;. Quello del Festival del Belcanto continua ad essere durante l’estate un evento di straordinaria importanza per Martina Franca. Questo storico appuntamento, che ogni anno riempie la bianca città della valle d’Itria di grande cultura musicale, proprio nell’edizione 2026 ha trovato ancora maggiore attenzione attraverso un elevato riscontro di critica e pubblico. Continue repliche e ripetuti sold out a Palazzo Ducale, il cuore pulsante del Festival in tutti questi anni, stanno a testimoniare il valore filologico e innovativo impresso dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti. A questo si deve ancora aggiungere  una grande diffusione territoriale. Come [...]]]></description>
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		<title>È  tempo di rilancio per il teatro &#8220;Nuovo&#8221; di Martina Franca. Già pronto il prossimo cartellone degli spettacoli</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TARGET]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Nuovo; Martina Franca; il nuovo cartellone presentato alla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Un angolo del Teatro Nuovo di Martina Franca È TEMPO di bilanci, ma anche di programmazione, per il “Teatro Nuovo” di Martina Franca, in provincia di Taranto. Giovedì 18 giugno, alle 19, verrà infatti presentato il nuovo cartellone di spettacoli per la prossima stagione 2026-2027. La direttrice del “Nuovo”, Rosanna Pantone, illustrerà i risultati di tre anni di attività e programmazione alla presenza di tutti i sindaci dei paesi della Valle d’Itria. Saranno inoltre presenti alcuni artisti, gli organizzatori e diversi sponsor. Ma qualificante sarà anche la presenza di molti spettatori affezionati che hanno seguito con costanza e passione il discorso di qualità portato avanti sin dalla fondazione dal Teatro Nuovo, un teatro moderno con i suoi 800 posti a sedere. Solo in quest’ultima stagione teatrale, il Nuovo ha visto diversi spettacoli ed eventi qualificanti, come i concerti di Ron, Amedeo Minghi e Michele Zarrillo, gli omaggi a Mina, ai Pink Floyd e a Morricone, le rappresentazioni di Walter Veltroni, di Roberta Bruzzone e Uccio De Santis, solo per citarne alcuni. Rosanna Pantone, direttrice del Teatro Nuovo La ripresa del Teatro Nuovo, che nei suoi cinquant’anni di vita ha dovuto affrontare diversi ostacoli burocratici e strutturali, che in varie occasioni [...]]]></description>
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		<title>Dalla scoperta al sopruso: il racconto di un osso nel romanzo di Roberto Macchiarelli</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 22:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TARGET]]></category>
		<category><![CDATA[L'osso di Tournai; Roberto Macchiarelli; romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritorniamo con la  rubrica sui libri presentando il romanzo del paleoantropologo Roberto Macchiarelli, nostro collaboratore, dal titolo un po&#8217; misterioso: «L&#8217;osso di Tournai». Il libro è stato pubblicato nel febbraio 2025 dall’editore romano Edizioni Progetto Cultura ed esiste già la versione in lingua francese curata dalle Éditions Chloé des Lys. Tra intrighi e passioni il dietro le quinte di una cronistoria di avvenimenti e scoperte nel mondo della ricerca La copertina de L’Osso di Tournai di Roberto Macchiarelli CERTAMENTE NEL nostro Paese sono rari, rarissimi, i ricercatori che comunicano al grande pubblico le loro conoscenze e condividono le loro esperienze professionali attraverso opere che non siano saggi tematici, pur se di taglio divulgativo. Per i non addetti ai lavori, per chi non trascorre le proprie giornate in camice bianco in un laboratorio, oppure scavando qualche antico sito in un angolo sperduto del pianeta, per chi non ne è a contatto diretto, il mondo della ricerca scientifica, il mondo accademico,  rimangono dimensioni affascinanti proprio perché misteriose. Tra avventura e ritratti di variegati personaggi, tra cronaca serrata e stati d’animo altalenanti, tra il ridicolo e il drammatico, il comico e l’imbarazzante, fino agli estremi del torbido sconcertante, L&#8217;osso di Tournai &#8211; romanzo del paleoantropologo [...]]]></description>
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		<title>Informare senza condizionamenti. Solo così si fa un giornalismo che serva ai lettori</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 17:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TARGET]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo; Stampa; Francesco Caroli; Oreste lanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Oreste Roberto Lanza Oliviero Beha, grande giornalista da poco scomparso, parlando della sua professione una volta ebbe a dire: «Il compito del giornalista è raccontare la verità, perché è un diritto di chi legge conoscere i fatti per poter elaborare una propria opinione basata sull’obiettività, che non sia per nulla indirizzata o deviata». Questo è sicuramente vero. Si può però aggiungere che, fare il giornalista, è un lavoro difficile, ma è anche un atto di grande coraggio. Essere rispettosi della verità è infatti una straordinaria forma di libertà. In questa nostra stretta attualità, costituita di falsi, ipocrisie e arroganze eccessive, lottare per essere normali significa appunto intraprendere la strada della verità. Scrivere e fare dell’informazione autentica è un punto di partenza per creare un’esistenza carica di emozioni e passioni, vissuta insieme a uomini e donne che si sentano veramente partecipi del proprio futuro. Certo, questo significa andare in controtendenza. Significa un modo nuovo di fare comunicazione, così come la intende Francesco Caroli, giornalista e scrittore pugliese. Nel suo ultimo libro, «Stampa. Quel modo nuovo di fare informazione», edito da Artebaria, da poco nelle librerie, ha appunto raccontato cinquant’anni di cronache giornalistiche dalla Puglia con il semplice desiderio di informare senza [...]]]></description>
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		<title>La «questione morale» in Italia va vista in controluce dal segreto dell&#8217;urna</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 18:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Questione morale e segreto dell'urna]]></category>

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		<description><![CDATA[La vignetta di Pillinini sulla prima pagina de &#8220;La Gazzetta del Mezzogiorno&#8221; del 19/3/2015 La «questione morale» in Italia è una questione sempre aperta. Ma chiuderla una volta per tutte non dipende dalle classi politiche e dai grandi burocrati che ad esse fanno riferimento – come dai talk show televisivi si affannano a sostenere, sempre urlando, i soliti noti «invitati» (politici ed esperti che ormai vanno a un tanto a «gettone») –, ma dal cosiddetto popolo-elettore. Che per paura nel segreto dell’urna, sin dall’immediato dopoguerra, ha sempre sostenuto e votato il peggio della politica italiana per non far vincere il «meno peggio». Dapprima la Democrazia cristiana che tutto incamerava e digeriva, poi il Psi craxiano inverosimilmente rampante e per questo dagli appetiti ultra voraci, quindi il partito dello «scendere in campo» per difendere in prima persona i propri interessi aziendali e di casta. Nelle ultime elezioni politiche si è forse persa la più grande occasione per mettere in soffitta una volta per tutte questo modo di intendere la gestione della cosa pubblica, che si è sempre rifatta a questa formula: prendere dalle casse dello Stato e dalle amministrazioni pubbliche fondi e stanziamenti, togliendoli indirettamente ai più poveri per consegnarli ai [...]]]></description>
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