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	<title>Il nuovo paese &#187; ULTIMA PAGINA</title>
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		<title>«Il cerchio dei giorni» di Ken Follet, un viaggio nel tempo di 2500 anni alla ricerca dei nostri antenati del neolitico</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 17:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'ultimo Ken Follet; il cerchio dei giorni; un viaggio nel neolitico]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfittiamo di questo spazio per fare gli auguri alla nostra valida e sicilianissima collaboratrice  Valeria Meli, che il 20 maggio ha dato alla luce un bellissimo maschietto dal nome Daniel. Naturalmente i nostri auguri vanno estesi al suo compagno, il marito Emiliano, salentino. Nell&#8217;aspettarla impazienti che riprenda a scrivere i suoi sempre interessanti e documentati articoli, le chiediamo: ma un bambino, nato a Milano da una siciliana e un pugliese, che carattere avrà? Dalle prime foto sembra allegro e pacioccone come la madre! Nel frattempo continua il nostro “viaggio” tra i libri da leggere. Questa volta parliamo dell&#8217;ultimo romanzo di Ken Follet, «Il cerchio dei giorni». &#160; Stonehenge, uno dei più grandi monumenti della Terra. &#8220;Il cerchio dei giorni&#8221; di Ken Follet ci fa tornare indietro nel tempo di 2500 anni, tra i &#8220;primitivi&#8221; del neolitico (Immagine di Monica Volpin, da Pixabay) di Francesco Caroli La copertina de &#8220;Il cerchio dei giorni&#8221; di Ken Follet UNO DEGLI degli autori preferiti, con i suoi libri che riempiono quasi totalmente uno degli scaffali bene in vista della libreria di casa, è senza alcun dubbio Ken Follet. Per la sua capacità soprattutto di coinvolgere il lettore attraverso storie che lo agguantano sin dall’inizio alla gola, non [...]]]></description>
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		<title>Torna nelle &#8220;cummerse&#8221; del centro storico di Locorotondo la buona musica jazz</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ULTIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Jazz a Locorotondo; Musicainfestival 8^ edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[NEL CUORE del centro storico di Locorotondo, tra candide architetture e cummerse, il jazz torna a essere occasione di incontro, ascolto e relazione. Prende il via giovedì 25 giugno l’8ª edizione di MUSICAinFESTIVAL, rassegna dedicata alla musica jazz organizzata dall’Associazione Amici della Musica “Francesco Acquaviva”, con la direzione artistica di Giovanni Angelini e il supporto del Comune di Locorotondo, della BCC Locorotondo e Digita Stampa. Una manifestazione che, negli anni, ha costruito una propria identità nello scenario pugliese, mantenendo un forte legame con il territorio e aprendo al tempo stesso a traiettorie e collaborazioni che ne ampliano lo sguardo. Tre serate sul Sagrato della Chiesa Madre (Piazza Rodio), con inizio alle ore 21, a ingresso libero e gratuito. Si comincia il 25 giugno con il Naomi Berrill Trio: Naomi Berrill (voce, violoncello, chitarra), Lorenzo Pellegrini (chitarre, synth, voce) e Andrea Beninati (batteria, violoncello, synth). Il progetto ruota attorno a “Inish”, album che segna un nuovo capitolo del percorso artistico di Berrill, nato dalla collaborazione con Pellegrini e Beninati. Il folk irlandese, la musica classica e l’improvvisazione convivono in composizioni fluide e stratificate, che trovano qui una nuova dimensione sonora, capace di sviluppi anche inattesi. “Inish” si ispira alle isole di [...]]]></description>
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		<title>Alla scoperta dell&#8217;aura del gioco: versi e rime in campo aperto, nella diversità</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 22:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sport e poesia; festival a Como]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna a Como dall’8 al 10 maggio il Festival Internazionale di Poesia Europa in Versi, organizzato dall’Associazione La Casa della Poesia di Como ODV e diretto da Laura Garavaglia. Il titolo della sedicesima edizione, “L’aura del gioco: poesie in campo aperto”, propone un dialogo inedito tra sport e poesia, due forme di espressione che, pur appartenendo a sfere diverse, condividono valori comuni: disciplina, ritmo, tensione verso un traguardo e capacità di parlare a tutte le culture. Nel gesto atletico come nel verso poetico convivono ritmo, disciplina e tensione verso un traguardo. Non è un caso che il festival si svolga nei giorni della Festa dell’Europa: sport e poesia incarnano il motto dell’Unione Europea “Uniti nella diversità”, trasformando la competizione in occasione di incontro e confronto tra cultura. Sport e poesia a Como (51581 football &#8211; Immagine Pixabay) La cultura del gioco in poesia Laura Garavaglia «Lo sport e la poesia condividono un elemento fondamentale: il ritmo. Nel gesto atletico come nel verso poetico c’è una ricerca di misura, armonia e superamento del limite. Con questa edizione di “Europa in Versi” vogliamo raccontare lo sport come una forma di epica contemporanea e la poesia come uno spazio libero in cui le culture possono incontrarsi e dialogare», afferma Laura Garavaglia, curatrice [...]]]></description>
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		<title>Tra le cinquantacinque «città invisibili» di Italo Calvino c&#8217;è anche la nostra città</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 16:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ULTIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi tu; leggo anche io; i buoni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa volta il nostro “viaggio” tra i libri che prima o poi bisogna leggere si ferma tra le cinquantacinque «Città invisibili» di Italo Calvino. Il motivo – vi chiederete – di questa nostra “sosta”? Perché, come sostiene Marco Polo, uno dei due personaggi principali del libro, «anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.» di Francesco Caroli La copertina de &#8220;Le città invisibili&#8221; di Italo Calvino nell&#8217;edizione Oscar Mondadori (2002) DICIAMO CHE che fu un caso che chi scrive entrò in una libreria, la  «Laterza» di Bari, posta all’inizio di Via Sparano, una delle vie più eleganti del capoluogo pugliese, per acquistare «Le città invisibili» di Italo Calvino, nell’edizione tascabile Oscar Mondadori del 2002. Si era all’inizio di un dolce settembre, con le giornate ancora calde ma non più afose, ed era al sottoscritto stato appena affidato da un quotidiano il compito di condurre un’inchiesta giornalistica tra alcune città pugliesi, che doveva avere appunto il titolo del romanzo di Calvino. La lettura di quel libro fu una [...]]]></description>
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		<title>Tra tradimenti e flussi di coscienza il racconto vitale dell&#8217;«Ulisse» di James Joyce</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 18:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ULTIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi tu; leggo anche io; i buoni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguiamo il nostro &#8220;viaggio&#8221; tra i libri che vale la pena leggere almeno una volta nella propria vita. In questo caso puntiamo il nostro sguardo sull&#8217;Ulisse di James Joyce. Un romanzo che rappresenta una pietra miliare nell&#8217;intera narrativa mondiale.  di Francesco Caroli Come leggere la &#8220;moderna&#8221; Odissea di Joyce&#8221;? (Immagine Djovan &#8211; Pixabay) UNO DEI LIBRI più impegnativi – potremmo anche dire “difficili” – da leggere è senza alcun dubbio l’Ulisse di James Joyce. Ne è testimone il fatto che sua moglie Nora spesso gli chiedesse: «Perché non scrivi libri che la gente possa capire?» Nonostante ciò l’Ulisse (in inglese Ulysses) di Joyce viene considerato dalla critica uno dei romanzi più importanti della letteratura del XX secolo, una specie di pietra miliare del romanzo moderno. Soprattutto per il suo stile narrativo, che attraversa vari registri, andando dal parodistico al dottrinale. Ma moltissime parti della trama sono sviluppate con quella tecnica narrativa denominata “flusso di coscienza”, dove i pensieri del protagonista vengono descritti senza usare alcuna punteggiatura, per definire appunto «la contemporaneità e l’intricato processo cognitivo che sottostà ai processi mentali dell’io narrante». Ma anche le normali parti descrittive del romanzo sono di difficile interpretazione. Leggiamo in proposito l’incipit: Statuario, il pingue [...]]]></description>
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