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«Il cerchio dei giorni» di Ken Follet, un viaggio nel tempo di 2500 anni alla ricerca dei nostri antenati del neolitico

Approfittiamo di questo spazio per fare gli auguri alla nostra valida e sicilianissima collaboratrice  Valeria Meli, che il 20 maggio ha dato alla luce un bellissimo maschietto dal nome Daniel. Naturalmente i nostri auguri vanno estesi al suo compagno, il marito Emiliano, salentino. Nell’aspettarla impazienti che riprenda a scrivere i suoi sempre interessanti e documentati articoli, le chiediamo: ma un bambino, nato a Milano da una siciliana e un pugliese, che carattere avrà? Dalle prime foto sembra allegro e pacioccone come la madre!

Nel frattempo continua il nostro “viaggio” tra i libri da leggere. Questa volta parliamo dell’ultimo romanzo di Ken Follet, «Il cerchio dei giorni».


 

Con "Il cerchio dei giorni" Ken Follet ci fa tornare tra i "primitivi" (Immagine di Monica Volpin, da Pixabbay) [1]

Stonehenge, uno dei più grandi monumenti della Terra. “Il cerchio dei giorni” di Ken Follet ci fa tornare indietro nel tempo di 2500 anni, tra i “primitivi” del neolitico (Immagine di Monica Volpin, da Pixabay)

di Francesco Caroli

La copertina de "Il cerchio dei giorni" di Ken Follet [2]

La copertina de “Il cerchio dei giorni” di Ken Follet

UNO DEGLI degli autori preferiti, con i suoi libri che riempiono quasi totalmente uno degli scaffali bene in vista della libreria di casa, è senza alcun dubbio Ken Follet. Per la sua capacità soprattutto di coinvolgere il lettore attraverso storie che lo agguantano sin dall’inizio alla gola, non mollandolo per un istante. Ciò che colpisce è in particolare la modalità della narrazione di eventi accaduti o che potrebbero accadere attraverso una ricerca certosina e documentata, storiografica, condita da uno svolgimento della trama che è come la visione ipnotica di un film a colori e in cinemascope. Con trentotto libri pubblicati, Ken Follet è uno dei massimi autori che a livello mondiale è certamente tra i più letti. Molti i suoi best seller, tra i quali La cruna dell’ago e Mondo senza fine, solo per citarne alcuni.

Il suo ultimo libro, Il cerchio dei giorni, un tomo di ben 700 pagine, non è da meno degli altri. Prendendoci per mano, Ken Follet ci fa fare insieme a lui un viaggio nel tempo, di 2500 anni, portandoci all’età del neolitico.

«Seft arrancava attraverso la Grande Pianura –  è l’incipit  del romanzo –  portando sulla schiena un cesto di vimini intrecciato con dentro delle selci da barattare. Era in compagnia del padre e dei due fratelli più grandi di lui. Li odiava tutti e tre.»

Seft, un giovanissimo cavatore di selci, è uno dei principali protagonisti della vicenda narrata, ricostruita e articolata da Follet da diversi punti di vista: antropologico, storico, economico e sociologico. Altri due personaggi principali del romanzo, dai nomi evidentemente inventati dall’autore ma che scavano profondamente negli usi e nei costumi di quell’epoca a noi lontana, sono: Neen, della tribù dei pastori, amata da Seft; e Joia, giovane sacerdotessa e sorella di Neen, che ha un unico sogno: erigere un grande cerchio di pietre per ritmare le ore del giorno. Ma tanti altri sono ancora i personaggi che affiorano dalle pagine del libro, e sarebbe troppo lungo elencarli. Tutti fanno comunque parte di cinque tribù che popolano la Grande Pianura della Britannia meridionale (l’attuale Inghilterra), e in particolare il villaggio di Riverbend.

Questi i vari gruppi, che in lotta tra loro si contendono il “potere”, o quantomeno un’esistenza autonoma e tranquilla, priva di conflitti interni ed esterni. Ma non sarà per niente facile mantenere sempre e comunque la “pace”. Innanzitutto vi sono i cavatori di selce e di pietra, duri e spietati al loro interno (Seft dovrà spesso fare i conti con la brutale e spesso inaspettata violenza del padre e dei due fratelli maggiori); poi vi è la tribù dei pastori, nomade, che sono in maggioranza rispetto alle altre popolazioni, piuttosto pacifici, e che hanno un’unica preoccupazione: allevare e badare alle loro mandrie di mucche; ai  pastori si contrappongono i coltivatori, comandati da capi violenti che hanno come scopo quello di aumentare, anche a scapito dei pascoli, le loro terre, e poter così incrementare le varie forme di agricoltura; un po’ in disparte dagli altri, ma poi non tanto, vi sono gli abitanti dei boschi, genti pacifiche dedite alla caccia e alla raccolta di frutta e nocciole, seguaci dei vari cicli della natura compiendo spostamenti stagionali. Infine, vi sono le sacerdotesse che celebrano i riti di solstizi ed equinozi, con il calcolo del tempo e delle stagioni.

In breve la trama del libro

Seft è un giovane cavatore di selce, in marcia con il padre e i due fratelli attraverso la Grande Pianura per assistere ai rituali che caratterizzano un nuovo anno, trasportando selci e pietre per barattarle alla Cerimonia di Mezza Estate, celebrata dal gruppo delle sacerdotesse. La sua speranza è quella di incontrare Neen, la ragazza dei pastori di cui è innamorato. Sua sorella, Joia è invece una ragazza dalle grandi doti carismatiche, che avrà un unico e ambizioso sogno: costruire un enorme cerchio eretto con le pietre più grandi e pesanti che vi sono nel mondo. Ma tra le colline e le foreste di quella grande pianura il destino incombe: una grande siccità metterà a dura prova tutte le popolazioni e segnerà l’inizio di una guerra spietata e che coinvolgerà tutti i gruppi.
Con Il cerchio dei giorni Ken Follet racconta dunque una storia di crescita, con inevitabili conflitti e tesa comunque verso il progresso, che dalle popolazioni più antiche e primitive si irradierà sino ai nostri giorni, cercando di immaginare infine come Stonehenge, uno dei monumenti più grandi e misteriosi di tutti i tempi, sia stato costruito.
Prendiamo a caso uno dei brani che caratterizzano la narrazione e che cercano di spiegare le varie filosofie di vita dei cinque gruppi. Tra tutte colpisce in particolar modo l’esistenza che conducono gli abitanti dei boschi.

Mentre il pomeriggio scivolava nella sera, Bez disse: «La vita degli abitanti dei boschi è felice. Mangiamo nocciole quando abbiamo fame, facciamo l’amore con chiunque lo voglia e accettiamo la morte quando arriva, come fanno gli animali. Ma il nostro modo di vivere non può continuare. Presto tutte le genti diventeranno pastori e coltivatori, custodiranno gelosamente il loro bestiame e i loro campi, lavoreranno duramente e vivranno nell’infelicità.

Questa invece la conclusione del romanzo, quando Joia e Seft riusciranno a realizzare con grande fatica, e superando ostacoli che a prima vista appaiono insormontabili, il grande tempio del cerchio dei giorni.

La sommità del sole comparve all’orizzonte. Lentamente salì e la sua luce tinse di rosa le belle pietre grigie. Adesso quasi tutto il disco rosso era visibile. Finalmente si staccò dall’orizzonte, e le sacerdotesse tacquero. Il sole era sorto e tutto andava bene.