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	<title>Il nuovo paese &#187; la lunga notte della rai; cosa ha lasciato</title>
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		<title>Da RaiUno la &#8220;lunga notte&#8221; del 24 luglio 1943 che porta sino ai nostri giorni</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 17:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Francesco Caroli «Nubi pesanti avevano gravato su Berlino per tutta la notte, e indugiavano ancora in quello che passava per mattino. Alla periferia occidentale della città, sprazzi di pioggia scorrevano come fumo sulla superficie del lago Havel. Il cielo e l’acqua si fondevano in una distesa grigia&#8230;» È questo l’incipit di Fatherland (1992) di Robert Harris, dove si immagina cosa sarebbe successo in Germania, in Italia e nel mondo se la seconda guerra mondiale fosse stata vinta da Hitler. Già dall’inizio del romanzo si prospetta una società grigia, dominata da un profondo senso di malessere e da un controllo imperscrutabile sulla vita di ogni cittadino. Del resto, all’inizio del libro, campeggia nell’epigrafe questa citazione: «Martedì 14 aprile 1964 – Io giuro fedeltà e coraggio a te Adolf Hitler… obbedienza fino alla morte, e che Dio mi aiuti». Si tratta dell’ipotesi di giuramento che ogni soldato delle SS avrebbe dovuto fare in una società governata ancora dalla dittatura tedesca. La lunga notte della Rai: Alessio Boni (al centro) interpreta Dino Grandi Nei giorni scorsi è andata in onda su RaiUno la serie televisiva La lunga notte, dove si tenta di ricostruire in forma narrata e filmica ciò che avvenne nella [...]]]></description>
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