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	<title>Il nuovo paese &#187; tattoo sì; tattoo no; perché non parli?</title>
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		<title>«Perché non parli?» La moda dei tatuaggi su tutto il corpo ha  i suoi pentiti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 16:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[IN COPERTINA]]></category>
		<category><![CDATA[tattoo sì; tattoo no; perché non parli?]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Caroli «Perché non parli?» avrebbe esclamato Michelangelo Buonarroti ammirando il suo Mosè dopo averlo finito di scolpire. Non si sa se il racconto di quel fatto sia vero o meno, ma a quanto si narra quella frase sarebbe stata proferita dallo scultore dopo aver osservato la sua opera, meravigliato soprattutto dal terribile cipiglio della statua. «Al suo mutismo» avrebbe confessato in seguito il Divin Artista, vissuto tra il quattrocento e il cinquecento, «risposi assestandogli una vigorosa martellata al ginocchio». Tattoo sì, tattoo no! La moda dei tattuaggi un costume controverso (Immagine Pixnio)  Quella frase, leggenda o no, si ripete da allora ad libitum nell’osservare una qualsiasi opera dell’ingegno umano che rasenta la perfezione. Non si sa d’altro canto se il Divin Creatore avrebbe proferito – dopo i canonici sette giorni che gli occorsero – la stessa frase al termine della creazione, guardando l’uomo, la sua migliore creatura, quella più riuscita. Indubbiamente, però, pensando ai milioni e milioni di anni necessari per giungere al termine della catena evolutiva e arrivare ai risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, ci si chiede come mai l’uomo stesso deturpi quell’opera d’arte così perfetta che è il suo corpo. Ben rappresentato [...]]]></description>
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