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MARTINA FRANCA (TARANTO) - La polizia arresta un uomo violento: con un calcio alla pancia fa abortire sua moglie

Una donna rumena, maltrattata da diverso tempo dal compagno italiano, chiede aiuto alle forze dell’ordine

Diciamo stop alla violenza contro le donne (immagine tratta da internet)

Nonostante il tema della violenza contro le donne sia in questo periodo, per i numerosi fatti eclatanti venuti alla luce, di estrema attualità, sembra che non possa avere fine l’elenco di atti e soprusi attuati nei confronti di mogli, fidanzate e compagne di uomini accecati da gelosia e voglia di possesso. E questo non riguarda soltanto, stando alle note di cronaca, che sempre più spesso vengono alla ribalta, il “maschio” italiano, accusato a giusta ragione di essere tuttora ancorato a superati valori di una società patriarcale, ma pure stranieri residenti che hanno trovato sul suolo italiano una seconda opportunità di vita, continuando anche qui da noi anacronistici comportamenti che vedono le donne come “cosa” di loro esclusiva proprietà.
Non è certo questo il caso messo in luce nelle ultime ore da un comunicato del personale della Polizia di Stato che ha arrestato un uomo di 40 anni originario di Martina Franca, in provincia di Taranto, perché ritenuto presunto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia. L’uomo avrebbe ripetutamente compiuto atti violenti nei confronti della sua compagna, di origini rumene.
La vicenda ha inizio lo scorso mese di gennaio quando una donna denunciò al personale del Commissariato di Martina Franca un illecito prelievo dalla sua carta Postamat.
Le indagini dei poliziotti verificarono che la donna aveva riportato delle false dichiarazioni, prelevando di persona la somma di denaro direttamente allo sportello postale.
Pertanto, la donna fu convocata negli uffici del Commissariato di Martina Franca, per essere indagata perché presunta responsabile di simulazione di reato.
Tuttavia, la vicenda lasciò seri dubbi nei poliziotti i quali, per approfondire la situazione, ascoltarono la donna che, già dal primo incontro, ebbe un atteggiamento tale da far intendere di aver bisogno di aiuto.
Dalle sue prime dichiarazioni, i poliziotti avrebbero appreso che in realtà la donna aveva effettuato il prelievo di nascosto al compagno con il preciso intento di sfamare i due figli e che successivamente per paura di ritorsioni era stata costretta a sporgere denuncia, dichiarando il falso.
Queste ultime dichiarazioni hanno permesso ai poliziotti di approfondire ancor di più le indagini, facendo emergere anni di violenze fisiche e psichiche subite dalla donna e mai denunciate.
L’epilogo nei giorni scorsi quando i responsabili del Centro Antiviolenza di Martina Franca – che avevano avviato contatti telefonici con la donna e che attendevano il suo arrivo nella loro sede – hanno allertato i poliziotti perché da circa un’ora non ricevevano più suoi messaggi temendo che quest’ultima fosse in reale pericolo.
Il personale del Commissariato, ricevuta quest’ultima notizia, ha attivato tutte le ricerche necessarie sul territorio, riuscendo a rintracciarla insieme al compagno mentre in auto percorrevano un’arteria principale del comune della Valle d’Itria.
Bloccato il veicolo per un controllo, i poliziotti hanno notato negli occhi della donna un certo sollievo e una disperata richiesta d’aiuto. Così affermando che la stessa doveva essere ascoltata come persona indagata, sono riusciti a separarla dal violento compagno e a portarla negli Uffici del Commissariato dove, assistita dal personale specializzato della Polizia di Stato, ha finalmente avuto il coraggio di raccontare e denunciare i tanti anni di violenze subite che le hanno provocato anche un aborto spontaneo a seguito di un calcio ricevuto.

Diciamo stop alla violenza contro le donne (immagine tratta da internet)

Diciamo stop alla violenza contro le donne (immagine tratta da internet)

Pertanto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha attivato i protocolli previsti dal Codice Rosso, il quarantenne – già conosciuto alle Forze dell’Ordine per la sua dipendenza alla cocaina e per i suoi numerosi reati contro il patrimonio – è stato rintracciato dal personale del Commissariato e arrestato. Nella nota della polizia si ribadisce che per l’indagato vige comunque il principio della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva.
Da tutto questo ciò che emerge è, che in situazioni disperate e fuori dal loro controllo, le donne hanno tutto l’interesse nel rivolgersi alle forze dell’ordine per mettere fine a sofferenze, molto spesso insopportabili da qualsiasi essere umano.

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