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ILNUOVOPAESE.IT del 25 aprile/1° maggio 2024, Numero 17 (Anno XIV) - IN COPERTINA

Ambiente, lavoro e lotta ai totalitarismi per «Gaia, il nostro pianeta vivente»

Con l'intelligenza artificiale molti lavori cesseranno (foto internet)

Con l’intelligenza artificiale molti lavori cesseranno ma altri se ne creeranno (foto internet)

Nel giro di una settimana, tra il 22 aprile e il 1° maggio, vi sono sul calendario tre date cerchiate in rosso: il 22 aprile è la Giornata Mondiale della Terra, il 25 aprile si celebra in Italia la Festa della Liberazione dal nazifascismo, il 1° maggio è la giornata universale della Festa dei Lavoratori.
Mai come in questo periodo dunque si assemblano quasi tutti assieme tre momenti di festività carichi di particolare significato.
Procediamo con ordine.

Perché una giornata mondiale della Terra?

Gaia, il nostro pianeta vivente

Gaia, il nostro pianeta vivente

Istituita il 22 aprile del 1970 con lo scopo di incentivare a livello globale tra i cittadini di tutto il mondo la necessità di intraprendere azioni per la protezione dell’ambiente naturale del nostro pianeta, è diventata in poco tempo un avvenimento educativo e informativo su quanto bisognerebbe fare per mettere in sicurezza «Gaia, il pianeta vivente».
Particolare importanza ha assunto l’Earth Day proprio quest’anno, con la consapevolezza di mettere in atto a livello politico azioni tese ad affrontare in modo adeguato le sfide ambientali che sono in continua crescita. In particolare nel 2024 gli obiettivi principali sono l’aumento della consapevolezza nell’educare le persone su come le loro azioni quotidiane influenzino il clima; promuovere il cambiamento nell’incentivare le politiche e le innovazioni necessarie che sostengano pratiche sostenibili; mobilitare la comunità globale per unire persone, aziende e leader politici in azioni concrete.
Certo ogni anno, dal 22 aprile del 1970 ad oggi, vi è un fiume di parole che si riversa da ogni livello per sottolineare l’importanza di azioni concrete ed efficaci nel limitare gli effetti negativi dell’impatto ambientale soprattutto nei confronti dell’effetto serra. Ma la denuncia non basta più, anche a fronte di situazioni politiche che si potrebbero in breve determinare e che andrebbero in senso contrario a tali necessità. Per questo è importante la presa di coscienza di masse consistenti di opinione pubblica che si muovano come gruppi di pressione nel rilanciare iniziative sempre più incisive. Perché forse si è ancora in tempo nel compiere quel disperato tentativo nell’elaborare strategie adeguate nel fermare le lancette dell’orologio che battono inesorabilmente verso una generale dissoluzione, bloccando in tempo un cambiamento climatico che è già in atto. Di Gaia, il nostro pianeta vivente, ce n’è soltanto uno. Non ci sono altre possibilità di salvezza per noi se non si arresta la corsa verso la catastrofe. Di questo dobbiamo essere tutti consapevoli.

Perché è necessario preservare lo spirito del 25 aprile, con la Festa di Liberazione e alla Resistenza dal nazifascismo?

Partigiani (immagine internet)

Partigiani (immagine internet)

Se vogliamo, tale necessità, l’ha proprio sottolineata il nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella: «I nazifascisti – ha sostenuto –  cercavano di fare terra bruciata attorno ai partigiani per proteggere la ritirata tedesca, instaurare un regime di terrore nei confronti dei civili perché non si unissero ai partigiani, di operare vendette nei confronti di un popolo, considerato inferiore da alleato e, dopo l’armistizio, traditore. Si trattò di gravissimi crimini di guerra, contrari a qualunque regola internazionale e all’onore militare e, ancora di più ai principi di umanità… Senza memoria – ha sostenuto Mattarella ­– non c’è futuro».
Parole sacrosante, quelle del Presidente della Repubblica, anche di fronte alla presenza pure quest’anno di polemiche e provocazioni. Importante, in tal senso, ciò che ha detto da parte sua la premier Giorgia Meloni: «Ribadiamo la nostra avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari».

Perché mantenere infine vivo il significato della Festa dei lavoratori? A fronte di quello che potrà accadere fra pochi anni per via della cosiddetta Intelligenza artificiale?

Secondo alcuni esperti, entro il 2025, circa 85 milioni di posti di lavoro saranno sostituiti dall’intelligenza artificiale. Ma – al contrario – se ne creeranno ben 97 milioni. Quindi, la domanda da porsi, è: come cambierà il mondo del lavoro?
«Probabilmente – si sostiene – aumenteranno efficienza e produttività, i lavori saranno più creativi e richiederanno nuove competenze». Si apriranno, cioè, nuovi scenari che porteranno indubbiamente problematiche etiche e sociali, ma offriranno a tutti occasioni lavorative ed esistenziali molto diverse che significherebbero maggiori uguaglianze tra i vari ceti sociali. Si sa, ogni trasformazione e cambiamento portano con loro inevitabilmente rischi e limitazioni, ma anche nuove possibilità di progresso a livello sociale ed economico.

Francesco Caroli

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Una poesia per Gaia, il nostro pianeta vivente

giornata-della-terra_630x360Dalla premessa de Il nostro anno Il racconto di un’epoca: “Una poesia scritta come una sorta di messaggio lanciato al futuro dei giovani uomini, fermi sull’uscio ad aspettare che venga abbattuto quel ghetto costruito in questi nostri anni, tra la guerra e il Duemila”. (24/12/2009)*

Fermare il mondo con un dito

Riuscire – vorrei – a fermare

il mondo con un dito.

E rallentare questa corsa sfrenata!

Poggiare la mia fronte proprio lì,

vicino alle calotte polari

e guardarlo al centro dei suoi mari glaciali.

Arrestare per un momento il battito

del suo moto perpetuo e poi infondergli

un po’ di respiro in più. Se è necessario

potrei anche soffiargli dentro,

attraverso uno dei suoi vulcani

non spenti. Cancellare veloce

questo buco assassino nell’ozono.

E spegnere i gas pestiferi dell’atmosfera

che soffocano la terra come in una serra.

Fermare riuscire vorrei il mondo

con un dito.

È stanco da non credere!

Non ce la fa più a reggere il peso

di secoli e secoli di millenni passati

a trasportare abitanti capricciosi

e irresponsabili.

Vorrei riuscire a fermare

il mondo con un dito.

Così per osservarlo finalmente

come uomo libero dei suoi peccati.

Capace di riscatto per aver fermato

l’abbattimento delle foreste

e l’emissione di gas inquinanti,

l’estinzione di specie animali e della flora.

Sì, riuscire – vorrei – a fermare

il mondo con un dito!

Prenderlo nella mia mano

per sollevarlo dal suo indefinito futuro

e guarito e incolume

portarlo sulla soglia del quarto millennio.

Proprio là dove ci attende il nostro destino,

che inconsapevole si specchia

in quello dei nostri figli.

Francesco Caroli

*Da Nel nostro Anno – Il racconto di un’epoca, pag. 10 (Schena editore 2010).

La poesia Fermare il mondo con un dito è anche pubblicata su: Fermare il mondo con un dito – Raccolta di poesie senza preciso movente, pagg. 68-69. (MonteCovello 2012)

Tutti i diritti sono riservati © Francesco Caroli

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