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DOSSIER - La sua realpolitik determinò i destini di molte democrazie. Ad Aldo Moro consigliò: "La smetta o la pagherà caro"

La scomparsa di Henry Kissinger pone fine alla figura di un politico controverso

Henry Kissinger ci lascia all’età di 100 anni. L’ex segretario di Stato americano è morto nella sua casa in Connecticut. Lo ha annunciato la sua società di consulenza, la Kissinger Associates, in un comunicato: “Lo stimato studioso e stagista è deceduto”.

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Si sa, attorno al nome di Kissinger (qui sopra in una foto di repertorio) si è soprattutto incarnata la dottrina della realpolitik, una strategia incentrata sul predominio e la difesa delle grandi potenze, ad iniziare dal colosso americano. Molti i “risultati” ottenuti da essa, e non di tutti c’è da andare fieri, come negli anni Settanta l’ingerenza nella politica democratica di molti paesi sudamericani, tra le quali quella che portò ad abbattere nel Cile la democrazia parlamentare guidata dal socialista Salvador Allende, che venne ammazzato, attraverso un golpe attuato dal generale Pinochet e sostenuto implicitamente dal governo americano.
Da parte italiana, quello che non si perdona a Kissinger fu la minaccia rivolta all’allora ministro degli esteri italiano Aldo Moro in visita negli Stati Uniti, e quindi la sua ingerenza diretta nei fatti politici dell’Italia. In quella occasione rivolse a Moro proprio una chiara minaccia quando il politico democristiano cercava di allacciare un rapporto con i comunisti, facendoli entrare nel governo. Nel ’74 Kissinger, rivolgendosi a lui in prima persona, gli disse poche ma esplicite parole: “La smetta o la pagherà cara”. Il 16 marzo 1978 infatti Aldo Moro fu rapito in Via Fani dopo che la sua scorta veniva annientata.

Ricordiamo quel “fatto” così come viene ricordato nel volume di Francesco Caroli, “Noi ragazzi del ’78 e il ricordo di un ‘estate italiana”, edito da Schena nel 2014.
“È il settembre del 1974, Moro, in veste di ministro degli Esteri, incontra a Washington il segretario di Stato americano Henry Kinssinger (…). Kissinger affronta duramente Moro: “Onorevole, gli dice, lei deve smettere di perseguire il suo piano politico per portare tutte le forze del suo paese a collaborare tra loro per il governo. O lei la smetta o la pagherà cara. Veda un po’ lei come la vuole intendere. Moro, da questo avvertimento, fu addirittura sconvolto, molto spaventato. Lasciò gli Usa con qualche giorno di anticipo, confidando al suo segretario Corrado Guerzoni di non voler più fare politica per due o tre anni. Al suo rientro a casa, riferì tutto alla moglie Norina, cosa che non aveva mai fatto. In quei giorni – disse Giovanni Moro in un’intervista a Mixer di qualche anno fa – mio padre stava proprio male. Diciamolo: aveva paura”. Uno dei segnali che in quegli anni “fecero intuire che Moro fosse nel mirino di settori ben identificabili della politica atlantica fu il tentativo di coinvolgerlo nello scandalo Lockheed”.

Aldo Moro (foto internet)

Aldo Moro (foto internet)

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