ILNUOVOPAESE.IT di sabato 6 giugno 2026, Numero 1 (Anno XVI) - IN COPERTINA
Alla scoperta de L’IMPUNITA, che poi impunita non è. Per non scordare mai!
Il nuovo romanzo di Francesco Caroli. Da una storia vera, un racconto di scottante attualità: la violenza sul corpo delle donne. Una lettura che emoziona
TORNA NELLE librerie con un nuovo romanzo Francesco Caroli, dal titolo piuttosto enigmatico: L’impunita – Una donna sola contro tutti. Edito da ERF (Edizioni Radici Future), il libro affronta un tema di scottante attualità: la violenza maschile sul corpo delle donne. Un fenomeno sociale questo che tarda a scomparire dalla nostra società, chiamata forse a torto “moderna”. Ne sono tuttora testimonianza i continui e ripetuti fatti di cronaca che informano di violenze e omicidi ai danni di donne e ragazze.
Ispirato da una storia vera, lo stesso autore non ha difficoltà a dichiarare che non è stato facile per lui scrivere L’Impunita, consapevole della fatica nel raccontare le vicende che vedono coinvolta la protagonista del romanzo da un punto di vista femminile. Uno scoglio che ha cercato di superare vestendo completamente i panni del narratore e facendosi guidare da un memoriale ricevuto in forma anonima.
La trama del romanzo ci proietta immediatamente agli inizi degli anni Ottanta. Di fronte a uno specchio una ragazza non si riconosce più. Devastata dagli effetti pesanti della droga non sa più chi è e che cosa fa. Pian piano riemergono, dalla sua memoria “sbiancata”, alcuni ricordi che la portano due anni prima a vivere le ore più drammatiche della sua vita, sino ad allora spensierata. Alessandra è infatti una ragazzina di soli quindici anni. È contenta perché è in vacanza al mare con i suoi genitori, in una delle più belle isole dell’arcipelago toscano. Tra un divertimento e l’altro sulla spiaggia con le amiche, incomincia ad essere corteggiata con fare discreto e piuttosto timidamente da un ragazzo, vicino d’ombrellone. Inizia a sognare le gioie di un primo amore romantico. Accetta perciò un appuntamento. Ma le sue speranze vengono ben presto deluse. Da quel momento per lei è una discesa negli inferi, che la porterà negli anni successivi – per dimenticare la sua brutta esperienza – sulla strada della droga. Accanto a lei vi è il suo alter ego, Ale, la sua coscienza, che a volte la sostiene per farle coraggio nei momenti più critici, ma a volte si allontana, separando così il suo corpo dall’anima, “per non soffrire”.
Dopo varie e drammatiche vicissitudini, Alessandra riesce ad allontanarsi da tutti coloro che ne hanno devastato l’esistenza, iniziando una non facile guarigione con l’assunzione del metadone. E la sua vita riprende a fluire in modo quasi del tutto normale. Ma non dimenticherà mai, purtroppo, ciò che ha dovuto affrontare da sola negli anni della sua prima giovinezza. Ormai adulta, affida a un giovane cronista, Rocco Alibrandi, l’incarico di ritrovare coloro che le hanno assassinato l’anima. Riuscirà costui – in un’inchiesta riservata e condotta da uomini delle forze dell’ordine sotto copertura – a scoprire i “colpevoli” di chi ha fatto del male ad Alessandra?
Il romanzo si articola in un prologo e dieci capitoli. In ciascuno di essi sono presenti due punti vista: uno femminile (quello di Alessandra) e l’altro maschile (quello di Rocco). Alla fine del libro, in una postfazione, il paleoantropologo italo-francese Roberto Macchiarelli cerca di definire i contorni antropologici e culturali che portano alla violenza maschile sulle donne. Cosa che fa lo stesso autore che in una nota piuttosto ampia si assume il compito di inquadrare la violenza di genere da un punto di vista storico, politico ed economico. Arricchisce il volume la presentazione di alcuni versi dedicati alla bellezza del viso femminile, disegnato come un affresco in tutti i suoi contorni somatici e psicologici.




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