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ILNUOVOPAESE.IT del 25/31 gennaio 2024, Numero 4 - IN COPERTINA

Verso le elezioni Europee di giugno, lo stato dell’arte nella politica italiana

Le elezioni europee si terranno in tutti i ventisette stati membri dell’Unione europea tra il 6 e il 9 giugno. Tralasciamo per ora quello che potrà accadere a dati elettorali acquisiti nel prossimo Parlamento europeo, e analizziamo invece qual è lo “stato dell’arte” nell’attuale realtà politica nazionale e le prospettive che si potrebbero aprire nel nostro Paese, poiché queste elezioni saranno indicative dei futuri assetti politici.

Giorgia Meloni (immagine internet)

Giorgia Meloni
(immagine internet)

In questo momento nella realtà italiana si fronteggiano due blocchi di partiti e movimenti, che è facile definire dalle connotazioni “populiste”, e perciò demagogiche. Da una parte Giorgia Meloni con la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia), che governa menando, come si suol dire, il “cane per l’aia”: molti gli annunci, ma poca la sostanza nelle decisioni prese. Come ormai si è capito la prima premier donna dell’esecutivo italiano è molto brava a comunicare, per slogan e frasi ad effetto in grado di catturare l’opinione pubblica, e non solo di centrodestra. Ma pochi atti di governo ci sono al suo attivo, molto spesso solo annunci, come nel caso della riforma della giustizia e della riforma costituzionale in direzione del premierato. Nonostante ciò il presidente del Consiglio e il suo partito veleggiano ancora col vento in poppa tra le preferenze degli italiani.
Ma cosa c’è sul fronte opposto, nel cosiddetto “campo largo” della ipotizzabile coalizione di centrosinistra?

Elly Schlein (immagine internet)

Elly Schlein
(immagine internet)

Vi è purtroppo una situazione abbastanza analoga a quella del versante di centrodestra: annunci e prese di posizioni demagogiche, ma nessuna proposta concreta e di alternativa. Giuseppe Conte, leader dei 5 Stelle, ha in questo caso gioco facile nei confronti dell’ipotetico alleato del Partito democratico. In ogni occasione che si presenta vi è un rilancio puntuale, e quasi protervo, in un modo o nell’altro, delle posizioni del movimento grillino, sicuro che subito dopo Elly Schlein, la prima segretaria donna del Pd eletta “per caso” dal popolo delle primarie infiltrato in quella occasione da molti elettori dei 5 stelle, si accomoderà sulle sue posizioni, per timore di essere scavalcata “a sinistra”. Tanto tutti i capicorrente dem facenti capo alla cosiddetta “Ditta” non faranno altro che da contraltare.
In tale stato di cose Giorgia Meloni ha e avrà sempre gioco facile, rimanendo ferma in una sorta di rendita di posizione rispetto a quello che si fa e si dice sul fronte opposto. Non a caso ha favorito l’unico confronto elettorale proprio con la Schlein, invitandola nel contempo a candidarsi alle Europee, contrapponendola a se stessa.
Di fronte a questa realtà politica di due sponde contrapposte e antitetiche, ma sostanzialmente accomodate l’una sull’altra, che si elidono a vicenda, c’è in questo momento un’alternativa? No, malauguratamente, non c’è!

Matteo Renzi (Immagine tratta da internet)

Matteo Renzi
(Immagine tratta da internet)

Il cosiddetto Centro di Carlo Calenda e di Matteo Renzi è vaporizzato in poco tempo dietro la supponenza dei due leader, “amici” ma non troppo, diventati ben presto acerrimi nemici. Entrambi “bravi” e concreti, con una visione politica piuttosto realistica delle cose da proporre e da fare, sono purtroppo pieni di un ego stratosferico… Io sono io e voi… secondo l’antica scuola dell’Albertone nazionale.
In tale stato di cose l’unica speranza per l’elettorato italiano è quella che nel frattempo nasca un movimento o un partito con persone capaci di rappresentare una realtà che si ponga come alternativa a questa pericolosa stagnazione. Ma non sarà cosa facile.

FRANCESCO CAROLI

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