Print This Post Print This Post

ALCHIMIA & DINTORNI

Con l’esperienza metafisica di Elémire Zolla si oltrepassano i confini della ragione per proiettarsi in una dimensione “altra”

Terzo incontro  con la rubrica “Alchimia & dintorni”  per farvi conoscere, attraverso le loro opere, alcuni personaggi che possono essere considerati alchimisti in un senso più ampio. La vera Alchimia, infatti, non mira alla trasformazione del piombo in oro ma alla trasformazione dell’animo umano e al miglioramento di se stessi.

di Aleister 

Elémire Zolla (Foto internet)

Elémire Zolla (Foto internet)

NATO NEL 1926 a Torino da padre pittore e madre musicista, Elémire Zolla trascorre gli anni dell’infanzia tra Parigi, Londra e Torino apprendendo l’inglese, il francese e l’italiano; in seguito studierà anche il tedesco e lo spagnolo. Questo poliglottismo contribuirà alla sua fama di grande erudito, rendendolo uno dei maggiori pensatori della cultura italiana del Novecento. Studia prima Legge e poi Filosofia e Psichiatria. Insegna in varie università, dirige vari istituti e fonda una rivista in cui si occupa anche di critica sociale. Dal 1963 i suoi scritti si orientano sempre più verso la ricerca di una via alternativa al declinante Occidente. Passa, così, ad indagare campi sempre più “esotici”: dall’alchimia alla teoria degli archetipi, dallo sciamanesimo al dionisismo, dalla filosofia indiana alla perennis philosophia rinascimentale.
La parabola intellettuale di Zolla può essere concepita, sul modello della filosofia antica e delle filosofie orientali, come un tentativo di liberazione tanto dalle maglie della società quanto dall’illusione dell’individualità. Suo scopo principale è mostrare la possibilità di una tranquillitas intellettuale, in cui le onde del tempo si placano e la mente torna al suo stato naturale. Al centro della sua ricerca filosofico-religiosa vi è l’idea secondo cui tutte le varie tradizioni convergono in un punto comune che non è pienamente esprimibile in termini razionali, ma è tuttavia raffigurabile in una moltitudine di simboli. Il metodo più adatto ad una ricerca dell’unità nella differenza non può essere che quello sincretistico, per cui più che le differenze sono importanti le somiglianze, in netta antitesi tanto rispetto alla storiografia moderna quanto rispetto alle correnti dominanti nella cultura occidentale, spesso tesa, in uno sforzo inutile di classificazione, a impuntarsi sulla terminologia, sulla multiforme esteriorità, piuttosto che a ricercare la comune interiorità. L’approccio sincretista si fonda innanzitutto su di una particolare esperienza conoscitiva – l’esperienza metafisica – che, oltrepassando le rigide categorie della ragione, proietta il soggetto conoscente in una dimensione altra, in cui la distinzione stessa tra soggetto e oggetto perde di significato. Una tale esperienza di rottura della maglia spazio-temporale e di superamento dell’opposizione nell’unità apre il campo alla definizione del concetto di “Tradizione” o “Filosofia perenne”. In entrambi i casi si tratta di sottolineare l’unità delle religioni e delle filosofie che si cela dietro la loro apparente diversità. Se la “Tradizione” è unica, pur nella molteplicità delle sue espressioni, sarà, infatti, possibile comparare le varie tradizioni culturali al fine di individuarne il nocciolo eterno ed immutabile.
La filosofia perenne: l'incontro fra le tradizioni d'Oriente e dIl pensiero di Zolla è mosso da un interesse primario: la liberazione. In un primo momento ciò lo porta ad un totale rigetto della modernità che, nel ridurre tutto a massa informe, quantità e fungibilità, rende evidente tutti i suoi limiti. Lo studio della mistica viene visto come una via per uscire dal mondo, un’immersione nell’eterno. Tuttavia, non è possibile liberarsi dal mondo se prima non ci si è reimpossessati di esso; ma ciò significa distogliere lo sguardo dalla modernità per rientrare in contatto con il “mondo zodiacale”, ovvero con un mondo qualitativamente connotato e finalisticamente orientato. Solo tornando a contemplare la realtà con l’immediatezza e la freschezza di chi percepisce in ogni aspetto un simbolo è, infatti, possibile risalire dal sensibile all’intellegibile (o mondo archetipale), fino a raggiungere una quieta contemplazione.
La rivista Conoscenza religiosa si presenta come il fondamentale canale di espressione di una tale rinascita simbologica in Italia. Suo scopo è ricostruire un sistema di simboli, ovvero raccogliere le molteplici espressioni dell’unica verità attraverso una rigorosa disamina di riti e miti, attingendo tanto all’ampio bacino della cultura occidentale quanto alle più svariate tradizioni mondiali. Che cos’è la tradizione mostra la possibile configurazione di una società sana, cioè volta alla quiete interiore. Le Meraviglie della natura prospetta, mediante il riferimento all’alchimia, un modo di rapportarsi al cosmo radicalmente alternativo rispetto a quello meccanicistico instauratosi con Cartesio. Archetipi analizza sia la struttura numerico-sonoro-luminosa del reale sia la manifestazione degli archetipi attraverso l’aura, luogo in cui il manifesto e il non-manifesto vengono a contatto.
Filosofia perenne è una denominazione proposta da Leibniz, ma fu creata nel ‘500 da Agostino Steuco, un erede del sincretismo neoplatonico fiorentino rinascimentale. Indica quella filosofia che molti avevano enunciato in tanti modi, tutti irreprensibili dal punto di vista logico. Una filosofia che, però, smentisce la parola, in quanto questa non è l’unico tramite, ma rinvia a un’intellezione che essa può soltanto tradire. D’altro canto, il modo in cui si espone è sempre innovabile e trasformabile: la parola è sempre inganno. Filosofia perenne vuole dire filosofia che rifiuta la dualità, la contrapposizione, per attenersi all’unità. Esempi di filosofie perenni sono il taoismo, l’induismo, il buddhismo, il neoplatonismo. In questo modo le culture più lontane appaiono tra loro collegate dal tentativo di riportare alla luce la suprema perfezione. Zolla riconduce, così, ad unità le visioni dei saggi taoisti, dei poeti zen, dei monaci buddhisti, dei maestri di karate, ma anche le geniali intuizioni di classici del pensiero occidentale come Goethe, Baudelaire, Heidegger.

Alchimia_Simboli_01

Stampa

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*